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«Politica distratta sull'export»

«Politica distratta sull'export»
Il responsabile di Confindustria per l'internazionalizzazione chiede una svolta
di Nicoletta Picchio
da Il Sole 24 Ore (19 aprile 2011)

Un paradosso: siamo un paese esportatore, che fa del proprio ruolo sui mercati un punto di forza e di crescita, ma che si trova a fare i conti con una continua sforbiciata alle spese perla promozione all'estero.
La strada opposta che stanno percorrendo, invece, Germania e Francia: «I Tedeschi hanno aumentato gli investimenti nella promozione nel 2010 del 27%, in Francia nel 2011 li hanno aumentati del 20 per cento. Da noi invece c'è stato un taglio per Ie spese di promozione dell'Ice del 40%».
Questione di soldi, ma non solo, denuncia Paolo Zegna, vice presidente di Confindustria con la delega per l'internazionalizzazione: le imprese stanno facendo i conti con una forte disattenzione del governo su tutto il tema della nostra presenza sui mercati esteri. Era stato preso l'impegno di riformare il sistema di internazionalizzazione del paese, ripensando il ruolo dell'Ice e degli altri enti, ma non si è arrivati a nessun risultato, al punto che, sottolinea Zegna, a metà febbraio è scaduta la legge delega che prevedeva appunto la riforma.
«Proprio mentre il mondo delle aziende ha bisogno di supporto per reagire alia crisi, essere ancora piu competitivo e crescere all'estero, conquistando nuovi spazi dobbiamo fare i conti con un sistema pubblico che non funziona», dice Zegna. Le imprese hanno dato prova di poter ottenere successi: l'export è cresciuto del 15% nel 2010, è aumentano in modo particolare nei nuovi mercati come Cina, India, Medio Oriente. «Potremmo fare ancora meglio con un supporto più mirato».
La riflessione ricade soprattutto sull'Ice, I'istituto che ha un ruolo di primo piano in questa campo: la dotazione per la promozione di 36,8 milioni di euro, spiega Zegna, a marzo è stata ridotta di un altro 10 per cento. Le spese funzionali invece sono state ridotte del 7,5 per cento rispetto al 2010.
«Ad oggi a fronte di un euro speso per la promozione se ne spendono 2,2 per i costi di funzionamento». Si sta raschiando il fondo per poter andare avanti. «Dovremmo, di questi tempi parlare di nuovi progetti, dal potenziamento di alcune fiere all'utilizzo del padiglione dell'Expo di Shangai». Invece bisogna rimboccarsi Ie maniche per trovare i fondi per i programmi che già dovrebbero essere stati finanziati tempo fa.
Bisogna aumentare Ie risorse, pur tenendo conto dei vincoli del bilancio pubblico, e serve una riforma, per spendere meglio i soldi. Oggi l'Ice, dice il vice presidente di Confmdustria, ha 16 uffici in Italia, «ne basterebbero 3»: l'Europa ormai dovrebbe essere considerata un mercato domestico ed ha bisogno di meno uffici mentre occorre rafforzare la presenza all'estero, nei nuovi mercati.
Un cambiamento di pelle che per prendere corpo ha bisogno di una legge. Il ministero della Sviluppo economico, cui l'Ice fa capo, non ha però utilizzato in tempo la delega. Da prima di Natale, dopo Ie dimissioni di Adolfo Urso, manca il vice ministro per il Commercio estero.
Mentre ci sono importanti scadenze in vista: a fine aprile finisce il mandato il direttore generale dell'istituto (ha già avuto la proroga prevista per legge): le linee guida per il 2011, che devono essere presentate dal settembre dell'anno precedente, non ci sono ancora; il comitato consultivo è scaduto a gennaio.
«La situazione va affrontata, il ministero della Sviluppo non può trascurare un tema così importante come quello dell'internazionalizzazione», dice Zegna. Si era parlato anche di un possibiIe accorpamento all'estero dell'Ice nelle ambasciate: « Penso che i due ministeri, Sviluppo e Affari esteri, debbano collaborare. In particolare all'estero uffici Ice e ambasciate dovrebbero lavorare in stretto contatto, cosi come ritengo che l'Ice debba restare all'interno del ministero dello Sviluppo». Ma Zegna non entra nei dettagli di una possibile riforma: «Noi abbiamo dato alcune indicazioni: aI governo spetta la decisione. L'importante, per Ie imprese, che si scelga una soluzione efficace e che lo si faccia nel più breve tempo possibile. Ne è già passato troppo».

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